Bansky e le cose invisibili

ban“Non so perché le persone siano così entusiaste di rendere pubblici i dettagli della loro vita privata, dimenticano che l’invisibilità è un super potere”. Bansky

Vagavo per la via del corso romana e mi sono soffermata davanti Palazzo Cipolla dove la grande scritta “Liberty, War & Capitalism” che pubblicizzava la mostra di bel 150 opere dell’artista è stata il motivo che mi ha spinto ad entrare.

wall and peace

Ho letto che è originario di Bristol, per il resto Bansky non si manifesta, questo lo abbiamo capito. Allora provo a descriverlo io l’uomo dagli occhi di ghiaccio con un cuore leggero come un palloncino. Lo immagino così a giudicar dalle sue opere. Poi molto pensieroso come la maggior parte delle figure rappresentate nei suoi graffiti, molto consapevole e intuitivo. Bansky mi affascina per la sua sincerità disarmante quando condanna il sistema capitalista e le istituzioni, la sua è una condanna morale.

Lo ammetto,  la sua tecnica dell’invisibilità mi ha molto colpito. Se ci pensi oggi l’anonimato è tipo una malattia, dicono che che devi essere identificabile e se non compari sui media non esisti. Eppure Bansky esiste eccome e la sua arte parla per lui.

Bansky: Tematiche sociali

I suoi bersagli sono:  il capitalismo dei paesi occidentali, il  consumismo; la guerra; il razzismo e la xenofobia; la violenza; la censura. Insomma tematiche legate ai mali del nostro tempo affrontati con satira. Very light.

Dietro la satira,  si esprimono i concetti di ingiustizia, diseguaglianza e ignoranza. Dietro ai graffiti e i murales,  la volontà  di fare innovazione sociale e usare il potere dell’espressione artistica per  migliorare le condizioni sociali del paese.

Il riferimento a Bansky non è casuale, semmai uno spunto. L’arte di strada diventa spesso strumento di comunicazione sociale utile per identificare i bisogni collettivi. In questo modo l’arte contribuisce a creare nuove realtà economiche-sociali che generano valore aggiunto per la collettività e per l’individuo. Insomma, l’arte incrocia i concetti di cultura e innovazione sociale e se si colgono tali sfumature di questa fusione il risultato è davvero geniale.

mostra ban

Cristina Graceffa

 

 

 

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